giovedì 10 settembre 2015

CHI SONO I PRESTANOMI O NOMENEES NELLE SOCIETA’ OFFSHORE



​ Con il termine prestanome o nomenees si intende una persona fisica o giuridica che firma come intestatario i documenti sia societari che in alcuni casi bancari , al fine di occultare il reale intestatario od reale imprenditore che si cela dietro la società anonima stessa (imprenditore occulto) per poter salvaguardarne la privacy ed evitare che tale società offshore possa essere ricondotta al reale beneficiario od imprenditore che legalmente, per i più svariati motivi ,decide di rimanere occulto.La figura del prestanome e come volgarmente definito “testa di legno” è una figura giurisprudenziale legale, quindi che agisce nella piena conformità legale e non costituisce in alcun caso una figura impropria all’ atto costitutivo od alla legittima operatività od alla legittima identità della società offshore a cui fa\fanno capo gli stessi prestanomi.Esistono sia prestanomi della giunta direttiva, quindi soggetti che appaiono come i reali direttori, segretari, vocali e tesorieri delle società , occultando di fatto i reali direttori della stessa, sia prestanomi o nomenees azionisti, quindi soggetti od società che risultano legalmente i soli azionisti della società occultandone di fatto i reali azionisti e beneficiari della stessa.Come detto possono essere prestanomi sia persone fisiche che altre società di comodo. Le leggi di Panama,Belize, e di tutti i paradisi fiscali autorizza, legittima e non vieta in alcun modo l'utilizzo dei prestanomi nelle società o conti correnti dato che tale figura in questi paesi è completamente riconosciuta come legale, autorizzata ad agire come tali ed perfettamente inquadrati a norma di legge .Per la precisione circa il 98% delle società di Panama attualmente attive sono aperte con prestanomi,circa il 97% delle società del Belize hanno prestanomi ,stiamo parlando solo per Panama di oltre 55.000 Società Anonime registrate ogni anno. Per legge i prestanomi hanno una certificata fedina penale o casellario giudiziale e carichi pendenti immacolata e certificata.


Per una questione etica e di superiore professionalità garantiamo come prestanomi solo i legali del nostro studio od solo società di comodo prodotte dal nostro studio.

Tra imprenditore occulto ed imprenditore apparente ( il prestanome) vige un legale contratto di mandato senza rappresentanza in cui l'imprenditore occulto è il mandante ed l'imprenditore apparente il mandatario. Tutti i prestanomi non possono per legge gestire la società nè aprire conti a nome di essa nè controllare alcun conto a nome di essa o per conto di essa.Infatti quello che nessuno dice e spiega correttamente è che una volta fondata la società, i prestanomi, si licenziano con un documento interno, ogni prestanome emette una formale lettera di licenziamento, firmata, che ne attesta la fuoriuscita dalla società.Anche questa procedura è perfettamente legale ed autorizzata . Inoltre ogni società offshore con servizio nomenee viene sempre fornita di procure generali od in inglese General Power of Attorney od in spagnolo Poder General , sempre apostillate ed notariate a favore del vero , reale imprenditore occulto che realmente controllerà i conti e la società ,ovvero il nostro cliente finale .Normalmente una società cosi costituita assume il nome di società occulta, o società di comodo , ​ la cui operatività ed funzionalità è finalizzata all'efficienza fiscale od elusione fiscale legale secondo le normative vigenti od per asset protection.

Ecco il meccanismo che Apple usa per pagare meno tasse




Con il Senato USA innervosito (ma impotente) di fronte alla condotta fiscale di Apple, vediamo come Steve Jobs prima e Tim Cook ora hanno evitato di pagare le tasse

È tutto legale a detta di Tim Cook, e l’impressione è che gli Stati Uniti abbiano le mani legate. Partiamo da un dato di partenza, Apple è un’azienda Americana con sede legale in California, questo fa sì che gran parte delle tasse che Apple paga ogni anno entrino nelle casse di Washington.

L’aliquota fiscale per le imprese negli USA è del 35%, ma Apple sostiene di aver contrattato un’aliquota speciale con il Governo Irlandese inferiore al 2% (ma si mormora che l’aliquota fiscale reale sia proprio un tondo 0%). Ecco da dove nasce la furia del Senato USA.

Ma com’è possibile ?
Apple sembra aver trovato il segreto per non pagare le tasse: basta dichiarare una sede fiscale per la produzione delocalizzata all’estero che preveda di ottenere un fatturato pari al tuo fatturato totale, voilà.
Forse non tutti sapete che Apple possiede, dal 1980, il 100% di una società offshore, chiamata AOI, con sede a Cork, in Irlanda.
AOI possiede una serie di altre società offshore quali Apple Operations Europe, Apple Distribution International e Apple Singapore.

Andate a Cork e cercate la sede di AOI, sorpresa: non la troverete !
Vi dico di più, AOI non ha mai avuto dipendenti nei suoi 33 anni di vita, e risulta essere ufficialmente composta solo da 2 direttori e un “officer”, tutti impiegati di Apple Inc. Uno di loro è Irlandese, gli altri due sono Californiani.

Andiamo oltre nel caso non abbiate capito il messaggio: AOI tiene ogni anno un CdA (il minimo sindacale), e fino ad oggi 32 di questi si sono tenuti a Cupertino (in California, nella Silicon Valley, esattamente nella cittadina dove Apple ha la sua sede), e solo 1 si è tenuto a Cork.

E ora il piatto forte: AOI non ha mai pagato un centesimo di tasse in 33 anni, nonostante, solo tra il 2009 ed il 2012, un utile netto di 30 miliardi di Dollari. Questo perchè AOI non ha dichiarato di avere una sede fiscale in nessuna giurisdizione.

In pratica AOI registra, con i suoi 3 dirigenti, senza avere una sede fisica, senza avere dipendenti, un fatturato pari a circa 1/3 dell’intero fatturato di Apple.

Ma non finisce qui, c’è un’altra società offshore, la ASI, per la quale potrei farvi un discorso analogo, ma preferisco non essere ripetitivo e mostrarvi direttamente i numeri relativi ad ASI:



Per i non anglofili, l’ultima riga riporta l’aliquota fiscale a cui ASI è stata sottoposta tra il 2009 e il 2011.

E il bello è che Apple sarà difficilmente colpita dal Senato USA, in quanto Apple paga già molte tasse e c’è il rischio che Tim Cook, innervosito da una possibile multa miliardaria, possa semplicemente decidere di spostare Apple lontano dagli USA. Siamo certi che in Senato qualcuno voglia correre un rischio del genere ?

LO STATO ITALIANO VIOLA LA COSTITUZIONE?



Caro Stato: stai violando l’art . 1, 2, 3, 4, 36, 53, 54 della costituzione !

Dimostriamo come lo stato ITALIANO , nei confronti dei liberi professionisti, viola palesemente la costituzione, applicando un’ assurda “PATRIMONIALE” SUL LAVORO AUTONOMO .
Ecco le spese fisse di un Professionista (nell’ esempio si considera un Ingegnere o architetto operante in una Citta come Milano)
Per svolgere l’attività e per vivere (cioè “per poter lavorare e mantenersi in vita” ) un professionista deve sosotenere i seguenti costi minimi annuali:


Supponiamo allora che il professionista riesca appena a guadagnare quanto strettamente necessario per sostenere le spese fisse della sua attività e quelle necessarie per mantenersi in vita, e cioè incassi una somma annuale di 10232+27208=37440,00 € (come daTab.A), e calcoliamo la sua tassazione con le aliquote 2013 . Il risultato è incredibile: per lavorare e poter pagare le tasse, il professionista và in passivo e, quindi, deve indebitarsi o fallire!!!!

Questo accade perché, di fatto, lo stato considera come reddito utile le spese necessarie al sostentamento e altrettanto fa per alcune spese indispensaili alla produzione.

La conseguenza di questo sistema di tassazione è che esso tassa di più chi guadagna meno. Il sistema attuale di tasse e contributi è tale che il professionista che guadagni solo il minimo di sopravvivenza (e cioè 37440,00 € nell’esempio sopra considerato) e che quindi non ottenga dal suo lavoro alcun utile effettivo, risulta costretto a pagare allo stato parte di quelle somme che gli sono indispensabili per sopravvivere ed per esercitare la sua professione.



Come si evince la tassazione reale è inversamente proporzionale al reddito reale: più sei povero più paghi!
Il fatto è inaccettabile e viola nello specifico la costituzione art.53
“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
Basta-Tasse ritiene fondamentale introdurre nel sistema fiscale il concetto di “reddito di cittadinanza” inteso come quel valore minimo di entrata delle famiglie che lo stato deve intendere intassabile perchè fonte minima per il sostentamento.

Ovviamente quello di sopra è solo un esempio volto ad evidenziare il problema, ma si applica a tutte le categorie compreso i pensionati ( la non detassazione per redditi fino a 7500,00 è oggi anacronistica e non consente di sopravvivere!!!).

lunedì 7 settembre 2015

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domenica 6 settembre 2015

I nuovi Paradisi Fiscali



Dopo i vari articoli sulle principali caratteristiche dei paesi offshore, pensiamo sia bene farne un piccolo riassunto. Innanzitutto, abbiamo ripetuto più volte come sia lecito e legale avviare un’attività all’estero nei paradisi fiscali. Proprio sul termine “paradiso fiscale” si è fatta la considerazione che, se prima questi erano i paesi inclini all’evasione, ora si possono considerare tutte le giurisdizioni ove le agevolazioni fiscali sono molteplici; e il tutto sempre basato sulla legalità. Addirittura è regolamentato a livello mondiale dall’OCSE.

Tra le peculiarità dei paesi offshore vi sono:

– bassa tassazione: alcuni paesi applicano aliquote dal 5% al 20 %. Molti attuano tassazione pari a zero per le compagnie incorporate che, però, non operano all’interno dello stesso paese;

– riservatezza delle informazioni sui soci (Shareholders) e/o amministratori (Directors): tra gli strumenti adoperati ricordiamo l’emissione di azioni al portatore, l’assenza o inaccessibilità di registri pubblici e, per rafforzare l’anonimato, il servizio di prestanome (nominee) che può essere utilizzato sia in qualità di socio (nominee shareholder) che come amministratore (nominee director);

– flessibilità: presenza di leggi particolarmente favorevoli con ridotti vincoli e pochissima burocrazia per la costituzione e gestione delle compagnie offshore; nessuna necessità di notai o pubblici ufficiali e di recarsi sul posto; costi bassissimi e tempi rapidi da 1 a 5 giorni per costituire una compagnia; capitale minino di 1 euro (1 dollaro).

Qualsiasi persona, imprenditore o no, che desidera avviare un’azienda all’estero può rifarsi a quanto riassunto in questo articolo per avere le idee chiare sulla realtà offshore. Al resto ci pensiamo noi.

Marshall Islands tra i migliori paesi offshore



Le Marshall Islands (Isole Marshall) sono uno stato dell’Oceania situato tra l’Indonesia e le Hawaii. Per la loro caratteristica di essere un paese dove le compagnie non sono soggette a tassazione, le Marshall Islands sono considerate un Paradiso Fiscale. Tra le giurisdizioni offshore presentate fino ad ora da Circle Business International, le Marshall Islands sono le prime a essere esenti addirittura dalla tassa governativa annuale.

Per quanto riguarda la costituzione di compagnie, la normativa è la “The Marshall Islands Association Law” of 1990″ e l’autorità di riferimento è l’ “International Registries Inc.” Caso particolare è che le compagnie possono essere costituite sia con legislazione americana che inglese. Anche nelle Marshall Islands non vi sono registri pubblici con i nomi di azionisti e amministratori. Sono, inoltre, consentite le azioni al portatore. Fattori determinanti sono: – costituzione di una compagnia nelle Marshall Islands in 1 o 2 giorni; – capitale richiesto di 1 dollaro, che non deve essere versato; – segreto bancario elevatissimo. Le informazioni possono, infatti, essere scambiate solo con gli Stati Uniti. Bisogna ricordare che proprio dagli Stati Uniti, le Marshall Islands hanno ottenuto l’indipendenza; eppure i rapporti sono ottimi e questo rende tale paese uno dei paradisi fiscali più sicuri e convenienti. In conclusione si può concludere che le Marshall Islands sono attualmente uno dei 3 migliori paesi al mondo dove avviare una società offshore.

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Zero tasse in Nevada



Il Nevada è uno dei più richiesti stati americani per la costituzione di compagnie offshore. Questo è dovuto alla tassazione assente per società con sede in Nevada ma non operanti sul proprio suolo. Insomma, la vera essenza di un paradiso fiscale. Se poi si considera il fatto che trattasi di un paese degli Stati Uniti d’America, allora la visibilità, l’importanza e la credibilità di una società costituita in Nevada è ai massimi livelli di considerazione e fiducia.

Per la costituzione di compagnie in questa giurisdizione offshore la normativa di riferimento è il “Nevada Revised Statutes” e l”autorità di riferimento è il “Nevada Secretary of State”. Inoltre, essendo una Limited Liabilities Company (LLC) le società che non svolgono attività locali non sono soggette a tassazione. E, soprattutto, in Nevada non è nemmeno richiesto il versamento di una tassa governativa annuale. A tutti gli effetti un vero paese a tassazione zero o, come si dice in gergo economico, free tax. Da 1 a 5 giorni è possibile, quindi, avviare una società con sede in Nevada senza nessun obbligo contabile e senza versamenti di deposito. I nomi degli amministratori e degli azioni sono, inoltre, tutelati dalla mancanza di registri pubblici.

Le compagnia possono essere costituite da uno o più amministratori così come da uno o più azionisti. Non sono consentite le azioni al portatore ma, come già menzionato, c’è un alto livello di anonimato societario. Per quanto riguarda l’apertura di un conto bancario in Nevada, l’unico obbligo è di recarsi direttamente sul posto. Nonostante questo è consentito avviare una società in Nevada e al tempo stesso adoperarsi di un conto bancario in un altro stato.

Per le caratteristiche principali viste fino ad ora per lo Stato del Nevada (U.S.A.) si può considerare questa giurisdizione offshore come uno dei migliori paradisi fiscali di tutto il mondo.

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